Visualizzazione post con etichetta 25 anni di teatro visti dai protagonisti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 25 anni di teatro visti dai protagonisti. Mostra tutti i post

mercoledì 11 luglio 2012

ECCOCI QUA!!! 25 anni li abbiamo lasciati alle spalle

t1.jpgflyingtink.gif


In questa nuova categoria, vengono riportati i pensieri e le riflessioni sui 25 anni di teatro, 
queste testimonianze erano raccolte nel libretto stampato proprio in occasione del 25°: 
Nel libretto erano stati raccolti impressioni e pensieri  di alcuni dei protagonisti di questa avventura; avevo chiesto a diverse persone di scrivere, la maggior parte  si sono detti entusiasti e nel giro di qualche mese è arrivato il materiale più svariato, che io non ho toccato. A tutti avevo chiesto di descrivere i loro ricordi del teatro, possibilmente senza  mettermi in mezzo, perché  vogliamo festeggiare un’esperienza e non una persona; avranno rispettato la consegna ?  Lo scoprirete scorrendo le pagine di questa categoria . 

Resy Barbieri: mamma di Giulia

t1.jpg
Allegria, trepidazione, gioia, emozione...ma anche ansie , commozioni... Sono solo alcuni degli stati d’animo che molti genitori  come me hanno  vissuto accompagnando in questo cammino i propri figli. Un cammino  fatto di tanti momenti allegri, in un clima accogliente e scherzoso, ma  anche ricco di impegno e sacrificio, di voglia di mettersi in gioco in qualcosa di unico .. voglia di dare voce ai propri sogni , di superare  le proprie ansie e i propri limiti...
Così anche noi genitori , nella grande magia che il teatro crea, siamo virtualmente saliti sul palcoscenico con loro, anche noi abbiamo vissuto , amato, ascoltato i vari personaggi  che di volta in volta i nostri figli  impersonavano , abbiamo imparato le loro canzoni, abbiamo assistito  con trepidazione alle loro rappresentazioni .... essi sono riusciti  a farci entrare  con il loro entusiasmo nelle scene , nei dialoghi, nelle danze di ogni spettacolo  e anche noi, con loro , ci siamo sentiti orgogliosi. In questi anni ho veramente toccato con mano  che i nostri ragazzi  sono in grado di dare tanto, di essere speciali e unici in un mondo che invece li vuole tutti “ standardizzati” . Ho visto  che ai nostri ragazzi si può e si deve chiedere lo sforzo , la fatica perché essi sono in grado di affrontarla e di scoprirsi , alla fine , più grandi , più liberi, migliori.
giulia.jpg

Cinzia Plebani: mamma di Damiano, Samuel, Lucia e Neva

t1.jpg

Ciao mi chiamo Cinzia e ho 4 figli. La mia esperienza nella compagnia teatrale di Artogne ha inizio 6 anni fa quando Damiano, il mio I° figlio,decide di parteciparvi subito seguito da Samuel, il  II°. Così iniziai ad aprire gli occhi su questa realtà dove Delia era l'unica adulta circondata da ragazzi che al tempo raggiungevano a malapena i 17 anni.Quando, a 6 anni, anche Lucia volle partecipare alla Rumor Band, Neva (l'ultima nata) non vedeva l'ora di raggiungere tutti i fratelli nel gruppo, iniziai a domandare a Delia se non avesse bisogno di aiuto dando la mia disponibilità. Vedevo ciò che faceva e non riuscivo a capire dove trovasse la forza e il tempo per arrivare dappertutto. Certo i ragazzi sono più che disponibili , sanno che per poter fare teatro bisogna sì provare ma dietro c'è un gran lavoro pratico, spiccio;ma hanno bisogno di essere continuamente guidati, spronati. E così a distanza di alcuni anni ho iniziato ad essere attiva nel mondo del teatro. Certo, l'esperienza manca, ma basta guardare per vedere dove puoi aiutare, dietro le quinte c'è un fermento da formicaio ,più ti ci addentri più ti rendi conto che volendo ci sarebbe lavoro per 100. Ora capisco, perchè Delia continui a lavorare coi ragazzi ed i bambini a questo progetto: stare con loro, anche se a volte è faticoso, fa respirare aria fresca, di speranza, fiducia,gioia di stare e di fare qualcosa insieme. Penso che lo stare in gruppo sia un bisogno naturale nei ragazzi, che far teatro li aiuti a conoscere meglio non solo gli altri ma anche se stessi, che doversi calare nei panni di un personaggio renda il loro pensiero più elastico e li prepari ad essere più aperti nei confronti degli altri e di se stessi.Stare con loro mi ha fatto crescere,mi sembra di capire meglio le problematiche adolescenziali. Vivere coi miei figli un'esperienza all'infuori della famiglia per me è una gioia, riesco a focalizzarli da dietro le quinte, a seguirli a casa per quanto concerne il teatro, ad avere una porta aperta al confronto che non sia da genitore. Inoltre mi piace sbizzarrirmi e diventare, pur se impacciata, un tecnico del suono, un tecnico luci insomma far parte del teatro, pur se dietro le quinte, fare arte per potersi esprimere.
cinzia .jpg

Marcella, mamma di Gaia

t1.jpg
L’esperienza vissuta dalla mia bambina nel gruppo “Rumor band” è stata ed è tuttora molto bella.
In questi anni trascorsi insieme ha imparato ,  e forse abbiamo imparato anche noi genitori, che per divertirsi basta poco, non servono grandi cose, grandi eventi, ma basta stare insieme in semplicità e condividere gli stessi obbiettivi. Nel gruppo non è mai mancato il momento del gioco che ha permesso ai bambini di esprimersi liberamente.
Nello stesso tempo per i bambini i vari spettacoli che hanno rappresentato sono stati molto impegnativi, ma nonostante in alcuni casi fossero molto pochi, hanno dimostrato sempre quanto seriamente hanno preso questo impegno.
Mi auguro che il gruppo vada  avanti  sempre così e che veda sempre nella mia bambina quell’entusiasmo che le leggo negli occhi tutte le volte che deve partecipare a qualche manifestazione con il gruppo. Grazie  Delia per la pazienza e la costanza che hai nel seguire i nostri figli.
gaia .jpg

Cri Quetti

t1.jpg
Come potrei descrivere in breve la mia esperienza teatrale?! Beh... inizierei dicendo che è una delle cose  più belle e divertenti che io abbia mai provato. Iniziai quando avevo 4 anni. La mia prima esperienza da solista è stata indimenticabile... cantavo una canzoncina sull’albero di Natale, e avevo in testa un buffissimo capellino a forma di abete. Ricordo ancora le risate durante alle prove che non mi permettevano di andare avanti con la canzone che interrompevo sempre a metà. Il giorno dello spettacolo però nulla mi impedì di arrivare alla fine... i miei occhi fissavano il pubblico... dalla prima fila all’ultima...senza neanche pensare a cosa stessi facendo iniziai a cantare. Inizialmente avevo un po’ di terrore, ma poi andai avanti con disinvoltura e quella era stata la mia prima vera vittoria... infatti allora ero molto timida e a malapena cantavo nel coro... nonostante i continui incitamenti. Il teatro mi ha veramente aiutato... spesso ci penso quando mi vergogno a parlare con chi non conosco e mi dico: “Ehi... è come stare su un palco e parlare con delle persone”. E le parole mi vengono fuori dalla bocca così... su due piedi... senza né ma né perché. Poi ho iniziato a scoprire di essere abbastanza portata per la recitazione e mi cimentai in diversi ruoli. Un  personaggio che ricordo benissimo è stato Sharpay in “High School Musical”, soprattutto quando, nell’ormai decaduto teatro di Artogne per un “incidente” di percorso la mia parrucca bionda fece un volo che fece esplodere il pubblico in una grassa e sonora risata! E anch’io mi misi a ridere e cercai di rialzarmi intrattenendo il pubblico... troppo divertente! Insomma... il teatro, non è solo un’attività che richiede impegno, ma è un’attività che ti permette di fare gruppo, amicizia e soprattutto tante, tante risate!!!!!!!!!!! Spero che l’attività duri e che chi ne fa parte le pensi come me... ma credo proprio che sia impossibile pensare il contrario! Ora sono sicura che il teatro non è una stupidata... è un grande lavoro, formato da impegno, gruppo, amicizia.
cristina .jpg


Damiano Plebani

t1.jpg
Quando entrai nel gruppo qualche anno fa, non avrei mai pensato che mi avrebbe cambiato così tanto (in bene,è chiaro ). Se prima ero il ragazzino timido e introverso che aveva vergogna di mostrarsi, ora sono il ragazzo normale che socializza, un ragazzo simpatico, dolce, bello, sensibile, beneducato, responsabile e modesto.  Questo percorso mi ha cambiato nello spirito e anche nella mente. Non avrei mai avuto il coraggio di salire sul palco se Delia non mi avesse dato il via e incoraggiato, e ora sul palco mi trovo bene. Forse vi chiedete perché ho continuato a fare teatro per così tanti anni; ve lo dico subito: perché mi diverto e perché ci sono persone fantastiche che mi trasmettono la voglia di andare avanti, di continuare, di non mollare il gruppo (e penso che se non ci fossero loro sarei tra il pubblico a vedere gli spettacoli). In tutti questi anni ho capito poi che il teatro non e’ una forma d’ arte non vivente. Con l’ esperienza del gruppo ho capito che il teatro e’ una cosa viva, forse come lo siamo noi: cresce e cambia. A seconda della nostra interpretazione e di quella degli altri teatranti, può prendere una forma ariosa e grande, come può essere visto piccolo e chiuso (nel caso di un’ interpretazione in un momento di non-voglia). C’e’ però da precisare che anche se cresce, il teatro sarà immortale finchè ci sarà gente che si impegna per farlo sopravvivere, gente che magari passa 25 anni della sua vita come regista o come attrice e trasmette la sua passione a altri ragazzi. Ecco, in sintesi questo e’ quello che penso, dopo 4 o 5 anni di prove e spettacoli, e se dovessi consigliarlo a qualcuno, lo proporrei alle persone che hanno paura a relazionarsi e a esprimersi con i loro coetanei.
Damiano .jpg

Annalisa Martinelli- Valentina Caggiano

t1.jpg
Per noi , Annalisa e Valentina , due ragazze di 19 anni , non è per niente facile realizzare un testo  sulla nostra esperienza teatrale. Bè..effettivamente con i temi non abbiamo mai avuto un rapporto  di particolare amore, ma, siamo sicure che  nemmeno con una sintesi  saremmo state in grado di “ tirare insieme qualcosa” di quanto meno decente, non perché siamo due incompetenti,  (mmm!! Delia sappiamo che in questo momento  stai avendo seri dubbi , e ti assicuriamo che non sei la sola), ma per il semplice motivo  che l’esperienza teatrale che abbiamo vissuto è una “cosa “ che in un certo senso  non si può descrivere , non si può raccontare...la si può semplicemente vivere... Ci risulta difficile anche perché  gli impegni sono tanti .. forse troppi ... chi  cerca disperatamente di trovare un lavoro e così passa le sue giornate su internet alla ricerca di annunci o spunti per realizzare un curriculum impeccabile, e poi chi continua a studiare “ imbrattandosi “ ancora  di una marea di cose da fare e cercando di suddividere i tre giorni  da passare in Valle tra  amiche, famiglia, impegni , passioni, relax e ..studio  in caso di esami. E’ forse per lo scontro con le responsabilità  che si acquisiscono con la maggiore età  che si inizia ad allontanarsi dagli hobby e così anche dal teatro. Si arriva  al punto in cui non si ha un attimo di tranquillità e per cercare di ricavarsela  si iniziano ad abbandonare  una serie di attività, ma in realtà si commette un grande errore perché non capiamo  che stiamo lasciando quelle cose che ci avevano tanto appassionato e che in fondo ci facevano ridere e divertire un sacco ..  insomma si abbandona un’attività che faceva parte della nostra fase di relax  per cercare dell’altro relax. Sembra una cosa assurda, ma riflettendoci  è proprio così... Freud ha sempre detto che la mente umana  è MOLTO complicata e la nostra non è da meno... Delia può confermare  perché ne sa parecchio ah ah ah!! Con questo intendiamo dire che l’aver abbandonato teatro o la riduzione della nostra presenza  nei vari spettacoli  non è causata dalla fine della nostra passione per esso, ma è causata  dall’esaurimento totale del tempo.. e Delia  ha sempre avuto ragione  dicendo che l’attività teatrale  pare essere l’ultima ruota del carro, ma in un certo senso dovrebbe essere contenta  di questa sua  affermazione perché il proverbio dice: “ Prima il dovere , poi il piacere”  ( gran brutta storia  a nostro parere) se l’attività teatrale viene per ultima , ovvero dopo tutti i doveri, significa che  Delia riesce ad essere il nostro “piacere”, riesce ad essere  l’eccezione in questo mondo  di impegni pallosi  e di doveri interminabili. Ci rendiamo conto che tutto quello che abbiamo scritto  qui sopra sembra essere  solo un aggrovigliamento complicato di parole e pensieri senza senso... ma per noi , in realtà, un senso ce l’ha e speriamo possa essere compreso anche da voi. Torniamo  a noi...
E’ iniziato tutto per “ sentito dire”, insomma  a 6 anni  si sente qualche amica fa un determinato hobby  e allora subito si corre a casa a chiedere  alla mamma di poterci andare e così è iniziata  anche per noi due. Non  è che lo si può considerare  un semplice passatempo  per occupare  i pomeriggi  tra i banali compiti delle elementari , alla fine crescendo  gli impegni  aumentano ,  ma per molto tempo  abbiamo continuato  questo nostro hobby. Questo perché ci mancava il “giorno del teatro”, quel giorno  in cui ci si ritrova in un sacco di bambini  e ragazzi per cantare, ballare e recitare. Mentre all’inizio  si continua l’attività  perché lo fanno le amiche , crescendo si capisce  che teatro “ serve”. Ci permette di interagire  con altre persone , di scoprire  le nostre doti,  di migliorare le nostre qualità , di poter stare  insieme ad amici  ed amiche  fuori dall’orario scolastico di dimostrare alla gente  e in particolare  a noi stessi  quanto valiamo , quanto sappiamo  fare, che il nostro impegno  e la nostra costanza  danno dei buoni risultati. Fare parte di un gruppo teatrale  è importante per noi  stessi  , perché ci aiuta  a migliorare la nostra  autostima  e a  ridurre  la timidezza  e questo lo possiamo proprio confermare  perché al giorno d’oggi nessuno ci definirebbe mai e poi mai due persone timide , e se parliamo con tutti  liberamente senza porci troppi problemi  o paranoie in un certo senso  lo dobbiamo  alle attività teatrali che ci  hanno messo di fronte ad un pubblico molteplici volte  e così abbiamo imparato e perfezionato  il nostro comportamento , le nostre reazioni  ed azioni. Anche se  noi due siamo un po’ pazzerelle  siamo delle brave ragazze  e pensiamo che l’attività teatrale  possa riuscire in un certo senso  a mantenere i giovani uniti per seguire un sano ideale  di vita  e non, come purtroppo  spesso capita , dei brutti esempi e  delle brutte strade. Un’altra cosa secondo noi importantissima è il teatro come “un evasione”. Molte  volte andare alle prove  ci ha permesso di “ staccare”  completamente dal mondo reale e di farci stare tranquille per un po’, ci ha permesso di dimenticare i nostri problemi  e preoccupazioni, recitando  immedesimandosi in un altro  soggetto,  si ha la possibilità di scordarsi  per un po’ dei nostri  brutti e tristi pensieri. Mentre scriviamo, un semplice testo è diventato la Divina Commedia di Dante ( chissà se anche lui faceva teatro? Delia l’hai conosciuto?), ci stiamo facendo un sacco di risate  perché ci vengono in mente  episodi divertentissimi . Tutte esperienze  che rimarranno sempre nella nostra memoria , ci ricorderemo delle risate, delle figuracce, delle scene  inventate completamente  di sana pianta, dei mitici costumi di Delia  che ogni tanto si rompevano  in scena    ( non erano male , ma noi  li trattavamo  come se fossero state armature di  Star War, o le tute dei fantastici 4) .. Poi come dimenticare le sclerate di Delia!! Effettivamente pensandoci  aveva ragione ... povera... ne combinavamo di tutti i colori!! Una volta  abbiamo fatto pure partire l’estintore.. (e dai... giusto per creare  un po’ d’effetto neve) . Oppure : sìsì, non preoccuparti che la studiamo la parte... ( facendoci recitare  si è rovinata da sola  perché eravamo diventate bravissime, ci credeva davvero) dopo qualche replica non c’era più neanche una battuta originale del copione... ma dai non è nemmeno andata male!! Sempre un grande successone!!! All’interno del gruppo teatrale siamo diventati davvero tutti una vera e propria squadra , una specie di famiglia  allargata che è sempre stata presente  non soltanto nei momenti felici  fatti di sorrisi e scherzi , ma nei momenti di difficoltà , di tristezza e di seri problemi  e per quanto riguarda me  ( Valentina) il gruppo teatrale  mi è stato davvero d’aiuto  e di compagnia nel momento del bisogno ... mi è stato davvero vicino  e sono contenta di questo perché  mi ha fatto capire  che siamo stati davvero una gran bella squadra  dove tutti erano pronti ad aiutare  gli altri in qualsiasi momento ! Si era tutti amici!! E  le amicizie  sono certamente rimaste! Anche se spesso si sono innalzate discussioni, lamentele  e proteste , ci siamo  voluti sempre tutti bene. Litigare in un gruppo molto unito  è più che normale , l’importante  è che noi siamo  sempre  riusciti  a risolvere  tutti i problemi  in maniera pacifica. Nonostante ogni tanto  ci siamo noi stesse  lamentate di qualcosa , anche di cose stupide  e banali , crescere  a “ pane e Delia” non ci ha  assolutamente  fatto male  perché innanzitutto  siamo belle ahahaha!!!! scherziamo!! .. perché ci ha permesso  di acquisire  molte abilità nuove  che ci hanno portato ad essere quello che siamo  oggi.  Quindi  anche il teatro  ha contribuito  notevolmente  a  formare  quello che oggi  è il nostro carattere  e la  nostra personalità  e per questo ringraziamo... Un grande grazie perché sei stata capace di sopportarci per un sacco di anni e dai Delia!!! alla fine lo sappiamo che in fondo in fondo, ma molto in fondo anche tu ci vuoi bene!!!
vale C.jpg
annalisa .jpg

Ilenia Pedersoli

t1.jpg

Non ricordo con esattezza l'anno in cui ho iniziato l'esperienza teatrale con Delia.. mi ricordo che ero stata chiamata per sostituire una ragazza che si era fatta male. Grazie a quest'opportunità ho scoperto un gruppo di persone fantastiche e molto disponibili, e finito il primo spettacolo ho deciso di continuare a recitare con il gruppo adolescenti. Rido ancora oggi a pensare ad alcune prove dove una scena veniva ripetuta più e più volte perchè non riuscivamo a stare seri, o semplicemente a piccole gaff che avvenivano durante le recite vere e proprie (la sottoscritta che rischia la morte scivolando dalla scaletta prima della scena del balcone durante Romeo e Giulietta). Ovviamente gli impegni che mi si sono accumulati negli ultimi tempi mi hanno portato a lasciare il gruppo perchè non si conciliavano più con le prove, però la cosa mi è dispiaciuta molto, e tutt'ora mi dispiace. Anche perchè non è cosa da tutti i giorni essere su un palco, con luci, fumo, microfoni “seri”.. insomma...materiale professional! E immedesimarsi nei panni di una gentil dama del rinascimento, o trovarsi catapultata negli anni 60 a ballare e cantare tutti insieme in stile John Travolta con tanto di abbigliamento a tema perfetto!  L'esperienza teatrale fatta è stata fantastica, un buon modo per mettersi in gioco e cercare di andare oltre quelli che pensavamo essere i nostri limiti... insomma, alla fine è un po' come giocare cercando di dare il meglio di sé immedesimandosi nei panni di un'altra persona.

ilenia .jpg

Cristina Quetti

t1.jpg

La mia esperienza con il gruppo teatrale di Artogne è iniziata quando avevo 11 anni, frequentavo la prima media e proprio a scuola mi venne proposto di provare questa nuova avventura. Fui subito interessata all’idea di potermi esibire su un palco con altri ragazzi, fin da piccola avevo sempre sognato di recitare in qualche spettacolo. Eravamo un bel gruppo, sicuramente più di una decina, qualcuno era nuovo come me, altri erano già presenti da tempo. Ho frequentato questa attività per 4, forse 5 anni e  la ricordo sempre con piacere: insieme ai miei compagni d’avventura ho passato molto tempo e, tra una prova e l’altra, si pensava a come potevamo migliorare ciò che facevamo, a volte si discuteva, ma gli spettacoli che mettevamo in scena ripagavano di tutta la fatica fatta. Ancora oggi mi capita di sorridere di alcuni momenti passati insieme, durante le prove e sul palco, quando si scherzava e si rideva insieme, con la leggerezza dei nostri pochi anni. 
cri .jpg