mercoledì 11 luglio 2012

Luisa Garatti

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L’esperienza teatrale mi ha dato davvero tanto! Settimanalmente avevamo l’appuntamento delle “prove” e con la quarta copia di copione alla mano (si perdevano sempre almeno 2 o 3 copioni prima dello spettacolo!) ci si incontrava con amiche e amici sul sagrato della Chiesa per poi entrare nel gelido “teatrino” tra schiamazzi e risa.
Era l’amicizia che si scopriva e si consolidava, la voglia di stare insieme, di condividere emozioni ed esperienze che ci motivava all’esperienza teatrale. Dapprima entusiasti e spavaldi poi un po’ più intimoriti all’arrivo della serata di presentazione dello spettacolo dove ognuno sapeva di dover dare il meglio per sé e soprattutto per il gruppo, perché insieme si era lavorato sodo per la buona riuscita della recita. Ricordo con intensa nostalgia l’allegria e la spensieratezza di quei pomeriggi dietro le quinte dove si faceva un gran chiacchierare e ridacchiare tra le urla di Delia che ci richiamava al silenzio e che cercava di tenere ordine e di gestire i 20 ragazzi nel pieno dell’entusiasmo. Era la presenza dell’Altro che ci animava, la dimensione del giocare insieme a fare gli attori, a provare ruoli diversi, a confrontarci con i nostri limiti e quelli degli altri e a riconoscere i nostri e gli altrui pregi. Ad accettarci, così come eravamo. In teatro infatti c’è sempre stato posto per tutti… non era importante che fossimo “dotati” nel ballare, cantare o recitare, lì era fondamentale sperimentarsi, provare a poter fare, a poter essere, senza mai giudizio o pretesa. Il teatro diventava quindi un percorso educativo in quanto implicava un lavoro su sé stessi, alla scoperta delle proprie potenzialità e risorse  e all’incontro-condivisione con quelle degli altri. Riguardando certi filmati di spettacoli oggi ci rendiamo conto di quanto, a volte, eravamo impacciati e scadenti, ma sentiamo ancora forte la spinta al dare tutti ciò che si poteva, a tirare fuori il meglio!
È stata davvero un’esperienza formativa, arricchente, che ha segnato nel profondo la mia vita dato che ne ho goduto per parecchi anni! La capacità di vivere con gli altri, la collaborazione, il rispetto delle regole e del prossimo si imparavano senza sforzo cosciente nella condivisione settimanale di quei momenti passati in allegria. A volte capitava che si litigava, ma anche questo era per noi un momento di crescita e di confronto, a volte doloroso, ma, ad oggi,  sicuramente costruttivo perché le discordie tra noi ragazzi finivano sempre con il fare la pace e tornare a lavorare insieme, fianco a fianco e non chiusi ognuno nella propria arrabbiatura e silenzio.
Oggi è profonda la gratitudine per ciò che ho ricevuto ed forte il desiderio  che altri bambini e poi ragazzi e magari anche qualche giovane possa assaporare questa preziosa, educativa e divertente esperienza.
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